Con l'avanzare dell'età, i pazienti anziani diventano più suscettibili alle infezioni e all'incertezza diagnostica. Questo può portare a un aumento dei livelli di esposizione agli antibiotici.
L'uso maggiore di antibiotici ne limita l'efficacia e può provocare la resistenza agli antibiotici, soprattutto tra i pazienti di età superiore ai 65 anni.
La sfida della gestione delle infezioni nei pazienti anziani
Rispetto agli adulti più giovani, l'incertezza diagnostica è molto più pronunciata nell'esame dei pazienti anziani, in quanto le infezioni nei pazienti più anziani spesso presentano sintomi atipici.1
Questo è associato a:
Maggiore durata dei ricoveri
Mortalità ospedaliera più elevata
Aumento dei costi ospedalieri
È possibile ridurre l'incertezza diagnostica e migliorare il processo decisionale relativo all'uso di antibiotici con l'ausilio dell'analisi della PCT.
Una serie di studi interventistici, randomizzati e controllati ha dimostrato che la procalcitonina (PCT):
L'uso elevato di antibiotici si riflette anche nell'aumento della resistenza agli antibiotici osservato nei pazienti anziani rispetto ai pazienti di età inferiore a 65 anni.3,4
L'impatto della gestione della terapia antibiotica (ABS) basata sulla PCT nei confronti dell'esposizione agli antibiotici e della mortalità è stato simile nei pazienti anziani rispetto agli adulti più giovani, indipendentemente dalla diagnosi clinica e dal luogo di trattamento.5
Mortalità a 30 giorni
La massima riduzione dell'esposizione agli antibiotici mediante un approccio basato sulla PCT è stata ottenuta per:
Pazienti con polmonite (-3,71 giorni) o altre infezioni delle basse vie respiratorie (-2,32 giorni)
Pazienti con patologie non gravi/a basso rischio con SOFA (valutazione di compromissione degli organi correlata alla sepsi) di 0-6 (-2,43 giorni)
Pazienti trattati in reparto (o in assistenza primaria) (-3,02 giorni)
La sepsi è un'emergenza medica potenzialmente letale che colpisce persone di tutte le età. Tuttavia, le persone anziane, in particolare quelle con problemi di salute, sono colpite in modo sproporzionato. Diagnosi e trattamento precoci sono essenziali per la sopravvivenza. Il test della PCT aggiunge informazioni chiave alla valutazione clinica sulla presenza, il decorso e la gravità della sepsi, consentendo ai medici di migliorare il processo decisionale relativo all'uso degli antibiotici.
La sepsi è particolarmente pericolosa per i pazienti più anziani.
I tassi di mortalità per i pazienti anziani con sepsi grave e shock settico sono di circa il 50-60%.9- 12 Questi tassi di mortalità così elevati si verificano perché gli anziani spesso presentano comorbidità, ricoveri frequenti e prolungati, sistemi immunitari indeboliti, limitazioni funzionali ed effetti generali dell'invecchiamento, come assottigliamento della pelle, fragilità e stile di vita sedentario.9
La diagnosi di infezione è spesso difficile e tardiva.13 Ad esempio, i primi sintomi di un'infezione delle vie urinarie, una delle principali cause di infezione, sono in genere confusione e disorientamento, il che rende difficoltosa la descrizione dei sintomi da parte del paziente. Inoltre, i sintomi possono presentarsi in modo ambiguo o atipico. I pazienti anziani possono non manifestare febbre o gli altri sintomi clinici di infezione o infiammazione osservati nei pazienti più giovani, anche se gli anziani presentano un rischio di mortalità più elevato.
Inoltre, spesso la vescica è colonizzata in molti anziani e questo produce risultati falsi positivi dell'analisi delle urine che evidenziano una colonizzazione e non un'infezione. La conseguenza è una prescrizione eccessiva di antibiotici in questa popolazione di pazienti.14
Il declino della funzione immunitaria spesso osservato nei pazienti anziani15-17 può dare luogo a manifestazioni cliniche atipiche e spesso subdole (ad esempio, febbre lieve o persino apiressia) della batteriemia15,16,18-20 che fanno aumentare il rischio di diagnosi sottostimata e comportare ritardi nel trattamento della sepsi.
In considerazione di questi problemi diagnostici e della vulnerabilità della popolazione geriatrica all'infezione, è essenziale disporre di analisi diagnostiche con specificità e valore predittivo elevati. La procalcitonina (PCT) può soddisfare questa esigenza. Con l'analisi della PCT, i medici ottengono tempestivamente informazioni specifiche sull'infezione batterica sistemica, inclusi presenza effettiva, decorso e gravità.21
Una meta-analisi di quattro studi (760 pazienti di età pari o superiore a 65 anni) ha valutato l'accuratezza della procalcitonina nella diagnosi di infezioni batteriche sistemiche in pazienti anziani.19 È stato riscontrato che la procalcitonina è sia specifica che sensibile nella diagnosi di infezione batterica grave nei pazienti anziani. Come dimostrato dagli studi randomizzati controllati, i pazienti molto anziani possono trarre beneficio dall'uso della PCT come metodo per ridurre l'esposizione agli antibiotici. La funzionalità renale in molti pazienti più anziani può essere compromessa, condizione che può influire sulla cinetica dei biomarcatori, ma non è provato che questo riduca l'utilità della PCT come strumento diagnostico. Come sempre, i risultati dei test devono essere interpretati nel contesto dei risultati clinici.