Highlights di ASH 2024


La conferenza annuale della Società americana di Ematologia (American Society of Hematology, [ASH]) è la più grande conferenza di ematologia a livello mondiale.  Sebbene avesse raggiunto dimensioni notevoli già negli anni precedenti, la 66° conferenza ASH è stata la più seguita di sempre, con circa 30.000 partecipanti.  


Uno degli stati d'animo più evidenti durante le sessioni dedicate al mieloma multiplo (MM) è stato l'entusiasmo verso il futuro, con commenti quali “la fantascienza di oggi sarà il trattamento di domani”! Sui volti delle figure cliniche con maggiore esperienza era possibile scorgere la gioia per il miglioramento nella sopravvivenza globale osservato dagli anni '90. A fare da contraltare a tutto questo, però, è stato il riconoscimento dell’esistenza di alcuni gruppi di pazienti a cui occorre fornire trattamenti migliori (pazienti con malattia extramidollare, pazienti ad alto rischio e pazienti funzionalmente ad alto rischio, pazienti con leucemia plasmacellulare, pazienti con un tasso di filtrazione glomerulare stimato < 30 e pazienti con MM non secernente).

Immagine dei poster dell'evento ASH 2024

Criteri di risposta nel MM senza utilizzo del test delle urine

Ci sono stati dibattiti interessanti sui criteri di risposta che non tengono conto degli esami delle urine per il monitoraggio del MM.  I limiti degli esami delle urine per il monitoraggio del MM, in particolare per quello che riguarda le FLC, sono ben noti e   includono:

  • Difficoltà nell’ottenere campioni di urine delle 24 ore dai/lle pazienti e nella conservazione e nel trattamento di questi campioni da parte dei laboratori clinici. 
  • Elettroforesi delle proteine urinarie con una sensibilità analitica inferiore rispetto ai test immunologici che misurano le FLC sieriche.
  • Per via dell’impatto del metabolismo renale sui livelli delle FLC,  i livelli di FLC nelle urine potrebbero non riflettere accuratamente il carico della malattia.

Solo il 28% dei/lle pazienti negli Stati Uniti fornisce un campione di urine delle 24 ore quando richiesto e un medico ha riferito che i/le suoi/sue pazienti preferiscono sottoporsi alle biopsie di midollo osseo piuttosto che fornire campioni di urine delle 24 ore.1

Di conseguenza, risulta interessante stabilire se gli esami delle urine siano necessari per il monitoraggio del MM.  La questione è stata posta direttamente nel corso di una presentazione orale e su un poster  ed è stata accennata nel corso di altri dibattiti.


Attenzione concentrata sui precursori

Durante la conferenza è stata evidenziata la necessità di prestare maggiore attenzione alle migliori pratiche per la gestione di precursori quali la gammopatia monoclonale di significato incerto (Monoclonal Gammopathy of Uncertain Significance, [MGUS]) e il mieloma multiplo smoldering.  Lo stesso per quel che riguarda la gestione delle gammopatie monoclonali di rilevanza clinica, dei disturbi che non soddisfano i criteri diagnostici di neoplasia attiva ma in cui la proteina monoclonale causa danno d’organo, quali il MM o la macroglobulinemia di Waldenström.  È stata organizzata una sessione formativa su questi disturbi, durante la quale è stata sottolineata l’importanza di prenderli in considerazione nei/lle pazienti con MGUS per garantire una gestione ottimale.


Gestione delle immunodeficienze secondarie correlate al trattamento

Man mano che i trattamenti diventano più aggressivi, aumenta il rischio di immunodeficienze secondarie in pazienti con MM e altre neoplasie ematologiche.  Le linee guida del Gruppo di lavoro internazionale sul mieloma del 2024 sui trattamenti con CAR-T e anticorpi bispecifici si soffermano sulla profilassi e sulle terapie di supporto, compresa la terapia sostitutiva con immunoglobuline per via endovenosa.  In molte linee guida, questa terapia è subordinata alla valutazione dei livelli di IgG.  


Spettrometria di massa

Durante la conferenza si è molto discusso di come oggi i/le pazienti affetti/e da mieloma multiplo possano ottenere risposte migliori grazie all’uso di terapie combinate e anticorpi monoclonali terapeutici. Considerati i progressi terapeutici, gli esperti hanno sottolineato la necessità di tecniche diagnostiche e di monitoraggio più sensibili, nonché di criteri di valutazione IMWG che tengano conto dei risultati ottenuti tramite spettrometria di massa.

Sono stati, inoltre, presentati dati che hanno dimostrato come la spettrometria di massa sia uno strumento più sensibile dell’IFE, mostri un valore prognostico simile alle attuali tecniche di MRD  (quali NGF e NGS) e possa essere una guida utile per consentire alle figure cliniche di stabilire quando procedere con una valutazione invasiva del midollo osseo.

Guardando al futuro: l'amiloidosi AL nel 2025

L'ASH ha annunciato che il 2025 avrà come tema l’amiloidosi AL e ha allegato un documento di linee guida che spera di pubblicare all’inizio di quest’anno.  La sensibilizzazione su questa condizione è fondamentale per garantire una gestione ottimale dei/lle pazienti.

 

Conclusioni di Binding Site

In quanto azienda di test diagnostici, durante l'ASH 2024 è stata sottolineata l’importanza del rilevamento tempestivo e di una misurazione accurata dei biomarcatori per migliorare la sopravvivenza e la qualità di vita dei/lle pazienti con gammopatie monoclonali.  Gli approfondimenti dell'ASH 2024 non fanno altro che spingerci a impegnarci ancora di più a migliorare le tecnologie diagnostiche che supportano questi obiettivi.


Bibliografia
  1. Commenti delle persone intervenute alla presentazione di “Banerjee, R., et al., 24-Hour Urine Testing Does Not Add Value to Multiple Myeloma Response Assessments: A Secondary Analysis of BMT CTN 0702. Blood, 2024. 144(Supplement 1): p. 81-81.
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